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La Villa Nera
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Il seguente racconto è di pura fantasia, le fotografie sono state trovate e poi modificate.
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Prologo

Visitare una villa abbandonata, scoprirne i segreti, immergersi in un’epoca ormai lontana; a chi non piacerebbe farlo?

Solo due pazze potrebbero desiderare di accedere in un luogo così, senza saperne la storia, solo perché era “bello”, e farlo davvero. Per fortuna, o per nostra sfortuna, noi lo eravamo. Io, Anna, e lei, Jane, eravamo pazze. Ma pazze in senso buono. Avevamo un coraggio da vendere anche se, in fondo, la differenza tra coraggio e stupidità è davvero minima ed eravamo coscienti che il nostro tipo di coraggio era a cavallo tra le due.

Quella sera del 26 giugno, verso le

nove e mezza, parcheggiammo una

cinquantina di metri più in là dalla

villa. L’auto era abbastanza nascosta

perché chi passasse sulla strada non

la notasse subito. Quel vecchio

macinino aveva marciato parecchia

strada quel giorno perché, appena

qualche ora prima, avevamo visitato

delle case abbandonate, bruciate e in parte crollate che, secondo il web, erano infestate dagli spiriti. Non vi racconterò di questo perché le leggende erano di fantasia. Non c’era alcun fantasma o storia straordinaria. No, non in quell’avventura. Ma quella che vi sto per raccontare, cari miei, potrebbe davvero essere una storia straordinaria quale nemmeno io e lei conosciamo la fine perché il nostro coraggio voleva farci tornare.

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