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Albori Umani

In principio, prima delle guerre, delle spade e delle piramidi. Prima dell’uomo e degli animali v’erano gli Elohim. Essi risedevano nella quarta e nella quinta dimensione. Erano come fratelli e amici, compagni e colleghi. Il loro nutrimento era energia e da sempre si nutrivano di essa. I tempi erano buoni, non v’erano asti tra gli Elohim.

Venne però l’ora dei tempi in cui esigeva un altro modo per ottenere l’energia che necessitava loro per vivere. Fu così che dopo lunghe e sterili ricerche si trovarono costretti a recarsi nella terza dimensione ch’era la loro ultima speranza per sopravvivere. Vi trovarono uno spazio enorme, dove l’energia aveva ancora una forma materiale. Nel vuoto v’erano sfere di materia, quali più calde e quali meno, più grandi e più piccole. Sfere luminose e altre cose divoratrici di luce. Le loro interminabili ricerche si estesero in ogni angolo di questo enorme spazio ma nulla di vivo vi dimorava e nulla di morto v’aveva abitato. Ai loro occhi tutto appariva perduto. Fu solo poi che s’imbatterono in una di queste sfere che attirò la loro attenzione. Era formata da tre elementi: terra arida e secca e sterile, assieme a tanta acqua. Ogni cosa era formata d'energia condensata ma non v’era traccia di spiriti. Una dimensione così priva di vita non poteva esser loro utile in alcun modo ma compresero che era possibile donare dell’energia a determinate cose, così che potessero produrne dell’altra. Sarebbe stata poca, molto poca, ma era ugualmente un inizio. Un'investimento rischioso.


Perciò inviarono grandi quantità di

energia alle rocce nel suolo, nei

monti e nel sottosuolo. Esse

divennero pietre che duravano

secoli, un tempo che era quanto

granelli di sabbia per loro e gli

Elohim videro che era cosa buona.

Con le loro ultime energie

disponibili le inviarono alla terra,

che nacquero germogli e gli Elohim videro che era cosa buona.

Ma i germogli duravano poco poiché l’involucro fisico era debole. L’energia invece perdurava, non si estingueva, e notarono che era possibile dirigerla ancora alla terra per fare crescere degl’altri germogli, che divennero filamenti d’erba. Più quella erba moriva, e più l’energia diveniva forte poiché era il sole e la luna che la nutriva e la incrementava. E gli Elohim videro che era cosa buona.

Le pietre e i cristalli, per loro, divennero una piccola ma grande fonte di energia. Pietre come ametista, lapislazzuli e orgoniti si rivelarono una riserva di energia a cui attingere per sopravvivere in quell’era di carenza.

Fu il tempo in cui l’erba non era sufficiente per contenere quell’energia evoluta e ampliata; necessitava un involucro fisico con maggior capacità, allora iniziarono a crescere arbusti secondo la loro specie e alberi da frutto e da fiore secondo la loro specie.

Fu allora il tempo in cui l’erba, i fiori e gli alberi non bastavano più, e gli Elohim dovettero creare degli esseri con un corpo, e diedero vita alle bestie. Gli Elohim dissero: “Le acque brulichino di esseri viventi e uccelli volino sopra la terra, davanti al firmamento del cielo”. Crearono i grandi mostri marini e tutti gli esseri viventi che guizzano e brulicano nelle acque, secondo la loro specie, e tutti gli uccelli alati, secondo la loro specie. Gli Elohim videro che era cosa buona. “Siate fecondi e moltiplicatevi e riempite le acque dei mari; gli uccelli si moltiplichino sulla terra”.

Gli Elohim dissero: “La terra produca esseri viventi secondo la loro specie: bestiame, rettili e animali selvatici, secondo la loro specie”. E così avvenne. Fecero gli animali selvatici, secondo la loro specie, il bestiame, secondo la propria specie, e tutti i rettili del suolo, secondo la loro specie. Gli Elohim videro che era cosa buona.

L’energia in loro era sufficiente da fargli prendere le loro prime decisioni, per muoversi, accoppiarsi e così moltiplicarsi. Fu una gioia, per gli Elohim, vedere come da due corvi ne diventavano sei, e come due mosche diventavano cento. Ogni bestia moltiplicata aveva dell’energia nuova e più forte. E gli Elohim videro che era cosa buona. Le bestie si nutrivano dei frutti degli alberi cresciuti dall’energia, e diventavano sempre più potenti.


Fu il tempo in cui non bastava più l’involucro delle bestie e si trovarono costretti a crearne uno nuovo e complesso. “Facciamo l’uomo a nostra immagine, secondo la nostra somiglianza: domini sui pesci del mare e sugli uccelli del cielo, sul bestiame, su tutti gli animali selvatici e su tutti i rettili che strisciano sulla terra”.

L’uomo era una creatura primitiva, aveva molteplici centri energetici che aiutavano loro a vedere e a sentire, a fare tutte le cose che le bestie non potevano. Crearono l’uomo e la donna a loro immagine e a loro somiglianza. L’uomo per lavorare, la donna per essere feconda.

Videro che erano grezzi, come automi, non avevano desideri, passioni, volontà o sentimenti. Per questo potevano dire che erano come le bestie. E agli Elohim piaceva; videro che era cosa buona poiché producevano energia e potevano nutrirsi con essa.

Così rimase per tanti tempi e tante ere, e l’uomo diventava sempre più forte, l’involucro mutava e si adattava all’energia contenuta.

                               Giunse il tempo di Adamo e Lilith, due uomini tra gli uomini.                                            Venne il giorno in cui Lilith rifiutò l’accoppiamento e ciò                                                    suscitò scalpore, paura e curiosità tra gli Elohim. Lilith fu il                                                primo uomo a mostrare un desiderio e della volontà e tra i                                              Creatori ci furono molte discussioni. L’Elohim chiamato Enki,                                             così incuriosito e bramoso di conoscere questo essere così                                             primitivo e così evoluto, trascorse tanti momenti osservando                                           questo umano che, alla fine, provò un’attrazione tale verso                                              questa Lilith che se ne innamorò. Curioso di sapere se anche                                           altri uomini erano in possesso di tale volontà, impiegò del                                                  tempo anche ad osservare gli altri uomini. Comprese che era                                        possibile, che solo del tempo li separavano dal possedere una                                         coscienza propria.

Comprese anche che l’energia di cui erano composti aveva vissuto così tante vite, morti e rinascite che stavano diventando veri e propri spiriti. Necessitava loro solo dell’altro tempo per trasferirsi dalla terza dimensione in cui erano, alla quarta dove molti Elohim vivevano.

Enki e altri Elohmin vollero aiutare gli uomini; ma c’era Yhwh, un'altro di loro, e altri di loro che possedevano idee controverse. Era nel desiderio di quest’ultimi eliminare l’uomo perché, a loro dire, fu solo uno sbaglio la creazione di questi esseri.

Fu così che la guerra tra Enki e i suoi contro Yhwh e i suoi ebbe inizio.

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